Crudele o no?
La cena di Jenette Winterson. Il coniglio (a km zero) ammazzato, scuoiato, cucinato e mangiato dalla scrittrice che ha fatto arrabbiare chi non è più abituato a guardare in faccia la propria cena.
5 AGO 20

La scrittrice Jeanette Winterson
Se siete vegetariani, non leggete questo articolo e non guardate per nessun motivo la foto del coniglio. Scuoiato a metà sul tavolo della cucina di Jeanette Winterson, importante scrittrice inglese (“Non ci sono solo le arance”, “Perché essere felice quando puoi essere normale?”), le sue fotografie nei vari stadi della macellazione (con pelo, senza pelo, a pezzi, in pentola, con il rosmarino e infine con le interiora nella ciotola del gatto) hano creato il caso del coniglio grigio, catturato, ucciso, postato, cucinato e mangiato da Jeanette Winterson. Si è trattato di una vendetta, annunciata con orgoglio su Twitter: “Il coniglio ha mangiato il mio prezzemolo. Io mangio il coniglio”. Jeanette Winterson è stata insultata, defollowata, abbandonata dai lettori più sensibili, definita crudele e nauseante, mentre era fierissima del suo pasto a chilometro zero, senza imballaggi di plastica, senza produzione di rifiuti, senza conservanti, senza rischio di un allevamento di batterie di conigli ingozzati di strani mangimi. Ma non siamo più abituati a vedere in faccia la nostra cena, a fare amicizia con il maialino che mangeremo a Natale, a dare il nome alla gallina che servirà per fare il brodo più buono del mondo, a guardare negli occhi un coniglio scuoiato a metà.
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Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.
